25 Ottobre 2026
Cultura Cresce PN Cultura 21-27
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Il programma Cultura Cresce – PN Cultura 21-27 rappresenta uno degli strumenti destinati a sostenere la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese culturali e creative nel Mezzogiorno.

Cultura Cresce PN Cultura 21-27: una misura per il sistema culturale e creativo del Mezzogiorno

La misura è promossa e finanziata dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia. È rivolta alle imprese e agli enti che operano nelle filiere culturali e creative di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per i professionisti che lavorano nella progettazione d’impresa, nella consulenza aziendale, nella finanza agevolata e nei settori culturali e creativi, conoscere struttura e criteri di Cultura Cresce significa poter valutare con maggiore precisione la sostenibilità di nuovi investimenti.

Che cos’è Cultura Cresce

Cultura Cresce nasce nell’ambito dell’Azione 1.3.1 del Programma Nazionale Cultura 2021-2027 e utilizza il Fondo Imprese Culturali e Creative 2021-2027.

Il Fondo è stato istituito con il Decreto ministeriale n. 72 del 20 marzo 2025 e dispone complessivamente di 151,71 milioni di euro. L’Avviso Cultura Cresce mette invece a disposizione 142.455.690 euro per le agevolazioni previste dalla misura.

L’obiettivo è rafforzare la competitività delle imprese culturali e creative, favorendo investimenti, innovazione, occupazione e valorizzazione dei territori.

Tra le filiere interessate rientrano:

  • musica;
  • audiovisivo, cinema, televisione, videogiochi, software, multimedia e radio;
  • teatro, danza e arti performative;
  • patrimonio culturale materiale e immateriale;
  • archivi, biblioteche e musei;
  • arti visive e fotografia;
  • architettura e design;
  • letteratura ed editoria;
  • moda e artigianato artistico.

Per la Campania, e in particolare per il territorio salernitano, la misura può quindi interessare un ecosistema molto ampio di imprese, professionisti e organizzazioni che trasformano cultura, creatività e patrimonio territoriale in prodotti e servizi.

A chi si rivolge Cultura Cresce

L’Avviso è articolato in tre linee di intervento, con caratteristiche differenti.

Capo A: consolidamento delle imprese

Il Capo A riguarda le imprese culturali e creative costituite da oltre cinque anni, comprese le imprese sociali che rispettano i requisiti previsti dall’Avviso.

L’obiettivo è sostenere il consolidamento di realtà già operative attraverso nuovi investimenti, innovazione e sviluppo della capacità produttiva.

Capo B: nuove imprese culturali e creative

Il Capo B è rivolto alle imprese costituite da non più di cinque anni e ai team di persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa culturale e creativa.

Questa linea può quindi interessare sia startup e imprese giovani sia aspiranti imprenditori che stanno trasformando un progetto culturale in un’attività economica strutturata.

Capo C: Terzo Settore e organizzazioni culturali

Il Capo C riguarda imprese sociali, soggetti del Terzo Settore, associazioni e fondazioni costituiti da almeno due anni che svolgono attività economica nella filiera culturale e creativa.

Quali investimenti possono essere finanziati

Cultura Cresce sostiene progetti di investimento e capitale circolante.

Per i Capi A e B, l’importo del progetto può arrivare fino a 2,5 milioni di euro, mentre per il Capo C il limite è di 500mila euro.

I progetti devono essere localizzati nelle sette Regioni interessate e devono essere realizzati entro 24 mesi dalla data del contratto di finanziamento.

Tra le tipologie di intervento rientrano l’acquisizione di mezzi di produzione, la creazione di nuove attività, lo sviluppo di prodotti e servizi culturali, l’innovazione dei processi e l’organizzazione aziendale.

Particolare attenzione viene inoltre attribuita alla capacità dei progetti di generare fatturato, nuova occupazione e inclusione sociale, con specifici criteri di valutazione dedicati anche a giovani, donne, persone con disabilità e collaborazione tra imprese.

Come funzionano le agevolazioni

La struttura finanziaria di Cultura Cresce combina contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero.

Per il Capo A è previsto un finanziamento massimo pari all’80% del progetto, composto da:

  • 30% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento a 10 anni a tasso zero.

Per il Capo B è prevista la stessa struttura, con un massimo dell’80% dell’investimento finanziabile.

Per il Capo C, invece, l’agevolazione può arrivare all’80% su progetti fino a 500mila euro, con:

  • 40% di contributo a fondo perduto;
  • 40% di finanziamento a 10 anni a tasso zero.

Sono inoltre previsti servizi di tutoring fino a 10mila euro, nei limiti della normativa applicabile.

La presenza contemporanea di componente a fondo perduto e finanziamento agevolato rende quindi fondamentale costruire correttamente il piano economico-finanziario del progetto.

Cultura Cresce in Campania: perché è importante per professionisti e imprese

La Campania è tra i territori interessati dalla misura e ha registrato una partecipazione significativa.

Secondo i dati pubblicati da Invitalia nel 2026, nelle prime fasi dello strumento la Campania risultava la regione con il maggior numero di candidature, con 95 domande e oltre 42,5 milioni di euro di investimenti proposti nel periodo analizzato.

Il dato è particolarmente interessante per commercialisti, consulenti, progettisti, professionisti della finanza agevolata e operatori culturali, perché evidenzia la necessità di competenze integrate: non basta individuare una possibile agevolazione, ma occorre verificare coerenza del progetto, requisiti del soggetto proponente, struttura degli investimenti e sostenibilità economico-finanziaria.

Al 21 settembre 2026, Invitalia indica 90 domande ammesse, circa 30 milioni di euro di agevolazioni concesse e 113 milioni di euro di risorse finanziarie ancora disponibili, su uno stanziamento di 142.455.690 euro. I dati sono soggetti naturalmente ad aggiornamento con l’avanzamento dello sportello.

Cultura Cresce e il ruolo del territorio

Il PN Cultura 2021-2027 considera la cultura una leva trasversale per lo sviluppo sostenibile, la coesione sociale e la riduzione dei divari territoriali. Per questo motivo, Cultura Cresce non riguarda soltanto il finanziamento di singoli investimenti.

La logica della misura è collegata anche alla capacità delle imprese di sviluppare nuovi prodotti e servizi, creare occupazione, valorizzare il patrimonio e rafforzare le filiere culturali e creative.

Per il territorio di Salerno e della Campania, questo significa poter leggere il patrimonio culturale, le competenze creative, l’audiovisivo, il design, la musica, l’artigianato, l’editoria e le arti performative anche come componenti di un più ampio ecosistema imprenditoriale.

Cosa devono verificare imprese e professionisti

Prima di impostare una candidatura è opportuno verificare almeno:

  1. requisiti del soggetto proponente;
  2. corretta individuazione del Capo A, B o C;
  3. appartenenza dell’attività a una delle filiere ammesse;
  4. localizzazione del progetto;
  5. importo e composizione degli investimenti;
  6. sostenibilità economica e finanziaria;
  7. coerenza tra progetto, attività dell’impresa e obiettivi dell’Avviso;
  8. documentazione richiesta;
  9. criteri di valutazione;
  10. rispetto delle modalità e dei termini previsti dalla normativa vigente.

Le domande di Cultura Cresce sono presentate attraverso l’area personale di Invitalia; lo sportello è attivo dal 10 dicembre 2025.

Per informazioni aggiornate è quindi opportuno consultare sempre la documentazione ufficiale del Ministero della Cultura, del PN Cultura e di Invitalia prima di assumere impegni progettuali o finanziari.

Gli strumenti di Cultura Cresce

Cultura Cresce – PN Cultura 21-27 mette a disposizione uno strumento finanziario rivolto alle imprese culturali e creative del Mezzogiorno, con una particolare attenzione a innovazione, competitività, occupazione e valorizzazione dei territori.

Per le imprese campane e per i professionisti che le affiancano, la conoscenza puntuale dell’Avviso può rappresentare un elemento importante nella fase di pianificazione di nuovi investimenti.

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