11 Settembre 2026
contributi conciliazione vita lavoro
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Dal 21 settembre 2026 le imprese potranno presentare domanda per accedere ai contributi per la conciliazione vita lavoro. L’agevolazione sostiene le aziende che intendono ottenere la nuova certificazione prevista dalla UNI/PdR 192:2026, dedicata alle politiche di conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa.

Contributi, conciliazione vita lavoro: domande dal 21 settembre 2026

La misura mette a disposizione complessivamente 7,5 milioni di euro. Le risorse sono destinate sia ai servizi di assistenza e accompagnamento delle imprese, sia alla copertura dei costi necessari per ottenere la certificazione. Una quota significativa, pari al 60 per cento, è riservata alle micro, piccole e medie imprese.

Il programma prevede due diverse forme di sostegno. La prima riguarda i voucher per i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, per i quali sono stati stanziati 3,25 milioni di euro. La seconda riguarda invece i contributi destinati ai servizi di certificazione, finanziati con ulteriori 4,25 milioni di euro.

Per l’assistenza tecnica è previsto un voucher utilizzabile per il tutoraggio e il supporto tecnico-gestionale da parte dei professionisti inseriti nell’elenco gestito da Unioncamere. Il contributo può coprire fino a 6 giornate di attività, con un valore massimo complessivo di 2.459,01 euro al netto dell’IVA.

Il secondo intervento riguarda invece i costi della certificazione. In questo caso il contributo viene riconosciuto direttamente agli Organismi di Certificazione inseriti nell’elenco Unioncamere e può arrivare fino a 12.000 euro, con l’importo determinato anche sulla base del numero di addetti e delle giornate di audit necessarie.

Cosa copre il contributo per la certificazione

Le somme possono essere utilizzate per diverse attività connesse al percorso di certificazione sulla conciliazione vita lavoro. In particolare, sono comprese l’analisi della domanda, la verifica documentale e le attività di verifica svolte presso la sede dell’organizzazione.

Il sostegno comprende inoltre il rilascio del certificato. È previsto anche un incremento di 450 euro per le imprese che possiedono già la certificazione della parità di genere oppure lo standard Family Audit, in relazione ai servizi di certificazione e ai costi di sorveglianza previsti dal bando.

Requisiti per ottenere i contributi

Per accedere ai contributi conciliazione vita lavoro, l’impresa deve rispettare una serie di condizioni. È necessario avere almeno un dipendente regolarmente assunto e una partita IVA attiva, oltre ad avere la sede legale o operativa in Italia. Per i titolari di partita IVA non iscritti al Registro delle Imprese è richiesto il domicilio fiscale in Italia.

L’azienda deve inoltre essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non deve trovarsi in procedure concorsuali o in liquidazione volontaria. Sono richieste anche la regolarità amministrativa e contributiva e la regolarità previdenziale attestata attraverso il DURC.

Devono essere rispettati, quando applicabili, anche gli obblighi relativi alle assunzioni obbligatorie e al collocamento mirato. Le imprese soggette all’obbligo devono inoltre aver trasmesso il Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile.

Domanda dal 21 settembre sulla piattaforma ReStart

La procedura prevede innanzitutto un pre-screening online. L’impresa deve quindi effettuare il test di autovalutazione e verificare il superamento della soglia minima richiesta prima di poter procedere con la domanda di contributo.

Una volta completato questo passaggio, la richiesta può essere trasmessa attraverso la piattaforma telematica ReStart di Unioncamere. Lo sportello aprirà alle ore 10 del 21 settembre 2026 e resterà attivo fino alle ore 16 del 31 marzo 2027, salvo chiusura anticipata in caso di esaurimento delle risorse disponibili.

Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione. Per questo motivo, le imprese interessate dovranno prestare particolare attenzione alla preparazione della documentazione e agli adempimenti richiesti prima dell’apertura dello sportello.

Preventivo dell’Organismo di Certificazione

Tra gli elementi necessari per la richiesta rientra anche il preventivo rilasciato da un Organismo di Certificazione. Il documento deve indicare la durata dell’audit previsto per il rilascio della certificazione e la tariffa applicata per ogni giornata di audit.

Il preventivo deve inoltre riportare tutti gli oneri connessi alla procedura, comprese le eventuali spese di trasferta, l’attivazione della pratica e l’emissione del certificato. La corretta predisposizione di questi elementi è quindi importante per completare la domanda senza ritardi.

Certificazione da ottenere entro il 30 giugno 2027

L’accesso al contributo non conclude il percorso per l’impresa. Dopo l’ammissione all’agevolazione, infatti, il beneficiario dovrà ottenere la certificazione sulla conciliazione vita lavoro entro il 30 giugno 2027, salvo eventuali proroghe comunicate da Unioncamere.

La certificazione fa riferimento alla UNI/PdR 192:2026 e punta a strutturare le politiche aziendali dedicate all’equilibrio tra responsabilità professionali e vita privata. Per le imprese, quindi, il nuovo strumento rappresenta non soltanto un’opportunità di finanziamento, ma anche un percorso per rendere più strutturate e verificabili le proprie politiche organizzative.

Un’opportunità soprattutto per le PMI

I contributi conciliazione vita lavoro rappresentano una misura particolarmente interessante per le micro, piccole e medie imprese, spesso più esposte ai costi organizzativi legati all’introduzione di nuovi sistemi di gestione e certificazione. Il sostegno economico consente infatti di ridurre l’impatto del percorso, offrendo sia assistenza specialistica sia una copertura per i costi della certificazione.

Per le aziende interessate, il prossimo appuntamento è quindi fissato al 21 settembre 2026. In vista dell’apertura dello sportello sarà fondamentale verificare i requisiti, completare il pre-screening e predisporre per tempo la documentazione necessaria alla presentazione della domanda.

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