11 Settembre 2026
tassa pacchi extra UE
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Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo contributo europeo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE. La misura, approvata dal Consiglio dell’Unione Europea, introduce un contributo di 3 euro destinato alle spedizioni di merci importate da Paesi non appartenenti all’UE, con l’obiettivo di riequilibrare il mercato dell’e-commerce internazionale e preparare il terreno alla riforma doganale europea prevista per il 2028.

Per aziende, operatori logistici e professionisti del commercio internazionale si tratta di una novità che richiederà attenzione, anche in relazione al coordinamento con la normativa italiana.

Cos’è la nuova tassa sui pacchi extra UE

Il nuovo contributo nasce per contrastare l’enorme crescita delle spedizioni di basso valore provenienti da piattaforme di e-commerce extraeuropee.

Secondo i dati della Commissione Europea, ogni anno arrivano nel mercato europeo miliardi di prodotti con valore inferiore a 150 euro, finora esenti dai dazi doganali. La misura rappresenta una soluzione transitoria in attesa dell’entrata in funzione del nuovo HUB doganale europeo, prevista nel 2028.

Chi paga il contributo da 3 euro

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il contributo non è rivolto direttamente ai consumatori, ma interessa principalmente gli operatori economici e le piattaforme che gestiscono le importazioni.

Il contributo viene applicato ai prodotti contenuti nelle spedizioni provenienti da Paesi extra UE. In presenza di articoli appartenenti a differenti categorie merceologiche, l’importo può aumentare in base alle regole doganali previste.

Gli effetti per imprese ed e-commerce

L’introduzione del nuovo contributo punta a:

  • riequilibrare la concorrenza tra imprese europee e piattaforme extra UE;
  • limitare l’ingresso di merci vendute a prezzi molto bassi;
  • rafforzare i controlli sulla sicurezza dei prodotti;
  • favorire una maggiore sostenibilità ambientale della logistica internazionale.

Le piattaforme di vendita online dovranno adeguare i propri processi di importazione, mentre le imprese italiane dovranno valutare l’impatto economico della nuova disciplina sui costi della supply chain.

Il coordinamento con la normativa italiana

La disciplina italiana aveva già previsto un contributo nazionale sulle spedizioni extra UE.

Tuttavia il Governo ha rinviato l’applicazione della misura italiana per evitare sovrapposizioni con il nuovo contributo europeo e consentire un migliore coordinamento delle disposizioni. Il tema resta comunque aperto e potrà essere oggetto di ulteriori interventi normativi.

Cosa devono fare imprese e professionisti

Per importatori, operatori logistici e consulenti è consigliabile:

Verificare i flussi di importazione

Analizzare le merci acquistate da fornitori extra UE e valutare l’incidenza dei nuovi costi.

Aggiornare la pianificazione economica

Le imprese dovrebbero rivedere budget, prezzi e margini commerciali considerando il nuovo contributo.

Monitorare le future modifiche normative

La disciplina rappresenta una fase transitoria verso la riforma completa del sistema doganale europeo prevista dal 2028, motivo per cui saranno possibili ulteriori aggiornamenti legislativi.

Le prospettive della riforma doganale europea

La nuova tassa sui piccoli pacchi costituisce solo uno dei tasselli della più ampia riforma delle dogane dell’Unione Europea.

L’obiettivo finale è eliminare le attuali esenzioni per le merci di basso valore, digitalizzare completamente i controlli doganali e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate tra operatori europei e marketplace internazionali. Per imprese, consulenti fiscali e operatori del commercio internazionale sarà fondamentale seguire l’evoluzione della normativa nei prossimi anni.

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