11 Settembre 2026
Direttiva NIS2
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La sicurezza informatica entra definitivamente tra le priorità delle imprese italiane. Con l’attuazione della Direttiva NIS2, migliaia di aziende sono chiamate ad adeguarsi a nuovi obblighi normativi destinati a rafforzare la resilienza digitale del sistema economico nazionale.

La scadenza più vicina riguarda la fine di giugno, termine entro il quale le imprese coinvolte dovranno completare specifici adempimenti previsti dalla normativa. Il mancato adeguamento può comportare pesanti sanzioni economiche e rilevanti conseguenze operative.

Direttiva NIS2: chi è obbligato ad adeguarsi

La Direttiva NIS2 amplia in modo significativo il numero delle aziende coinvolte rispetto alla precedente normativa sulla cybersecurity.

Tra i settori interessati figurano:

  • servizi postali e di corriere;
  • gestione dei rifiuti;
  • industria chimica;
  • dispositivi medici;
  • produzione di componenti elettronici;
  • settore alimentare;
  • fornitori di servizi digitali;
  • piattaforme online;
  • servizi cloud.

In linea generale, rientrano negli obblighi le imprese con oltre 50 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro che operano nei settori individuati dalla normativa.

L’effetto della NIS2 sulla supply chain

La novità più rilevante riguarda la filiera produttiva. Anche le micro e piccole imprese potrebbero essere coinvolte indirettamente. Le aziende soggette alla NIS2 devono infatti verificare il livello di sicurezza dei propri fornitori e partner tecnologici.

Questo significa che molte PMI, pur non rientrando formalmente tra i soggetti obbligati, potrebbero dover dimostrare la propria conformità per continuare a collaborare con clienti più strutturati.

La cybersecurity diventa quindi un requisito competitivo oltre che normativo.

Gli adempimenti da completare entro fine giugno

Le imprese interessate devono concentrarsi su due attività principali.

Registrazione sul portale ACN

Il primo passaggio consiste nella registrazione presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

L’operazione consente di censire i soggetti obbligati e raccogliere informazioni utili a valutare il livello di sicurezza digitale del sistema produttivo italiano.

Analisi e categorizzazione dei fornitori

Le aziende devono inoltre avviare una valutazione dei rischi legati alla propria catena di fornitura.

L’obiettivo è identificare eventuali vulnerabilità presenti nei partner ICT e nei fornitori che accedono ai sistemi aziendali.

Negli ultimi anni numerosi attacchi informatici hanno infatti sfruttato proprio le debolezze della supply chain.

Sanzioni fino a 10 milioni di euro

Il sistema sanzionatorio previsto dalla NIS2 richiama quello già adottato dal GDPR.

Per le organizzazioni operanti nei settori ad alta criticità, le sanzioni possono arrivare fino a 10 milioni di euro oppure al 2% del fatturato mondiale annuo.

Per i settori considerati critici, il limite può raggiungere 7 milioni di euro o l’1,4% del fatturato globale.

Oltre all’aspetto economico, le imprese rischiano danni reputazionali, perdita di commesse e possibili esclusioni da gare pubbliche e private.

Cybersecurity: i primi passi per le imprese

Per affrontare correttamente gli obblighi NIS2, gli esperti consigliano di partire da alcune attività essenziali.

Verifica della classificazione aziendale

Occorre verificare se l’azienda rientra tra i soggetti essenziali o importanti individuati dalla normativa.

Mappatura degli asset digitali

È necessario censire software, piattaforme cloud, infrastrutture IT e fornitori che gestiscono dati o sistemi aziendali.

Formazione del personale

La formazione dei dipendenti continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per prevenire incidenti informatici legati a phishing, furto di credenziali e gestione non corretta dei dati.

NIS2 e cybersecurity: una sfida strategica per le PMI

L’entrata in vigore della Direttiva NIS2 segna un cambio di paradigma per il tessuto produttivo italiano.

La sicurezza informatica non è più soltanto una questione tecnica riservata ai responsabili IT. Diventa un elemento centrale della governance aziendale e della competitività sul mercato.

Per le PMI, adeguarsi tempestivamente significa non solo evitare sanzioni, ma anche rafforzare la fiducia di clienti, partner e stakeholder in un contesto economico sempre più digitale e interconnesso.

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